| Brevi cenni sul
territorio |
I
Monti degli Alburni, da "albus",
cosi denominati grazie alla presenza delle blanche
rocce di origine calcarea the ne caratterizzano
la conformazione, costituiscono la parte settentrionale
del Parco del Cilento e del Vallo di Diano e si
estendono per circa duecento chilometri quadrati.
Mentre ii versante settentrionale appare dirupato
e di non facile accesso, quello meridionale presenta
una conformazione modestamente inclinata, the lascia
spazio a estese faggete e a pascoli rotti qua e
lada imponenti manifestazioni di natura carsica,
con grotte abitate fin dal neolitico, cavita, inghiottitoi,
campi solcati the riprendono le allungate fratture
interne del rilievo.
II panorama che si gode dalla sommita del massiccio,
a 1742 metri di altitudine, e eccezionale: gli Alburni
rappresentano un punto di vista naturale dal quale
a possibile osservare l'intera piana del Sele. |
| Il territorio
è attraversato dal fiume Sele
e dal fiume Calore.
Cosa visitare......
Scavi archeologici di PAESTUM
Scavi archeologici di NOVI VELIA
Certosa di PADULA
Grotte di CASTELCIVITA
Grotte di PERTOSA |
Grotte
di CASTELCIVITA
Si trovano lungo la valle del flume Calore,
qualche chilometro a valle dal centro omonimo. Le
grotte si sviluppano per 4.800 metri di Iunghezza
raggiungendo una profondita massima di 52 metri;
sono attrezzate ed in buona parte visitabili.
AII'occhio del visitatore le grotte appaiono come
un'impressionante successione di ambienti ornati
di sculture naturali dai fantastici profili (stalattiti,
stalagmiti, cascate calcaree, colonne); la particolare
conformazione delle grotte ha generato una serie
di denominazioni tratte in gran parte dalla mitologia
o ispirate ad altri elementi naturali. Le grotte,
principale vanto di Castelcivita,
offrono un incantevole paesaggio sotterraneo che
si snoda per 4200 metri.
La forza dell'erosione e della corrosione
dell'acqua sui calcari del Cretaceo Superiore (periodo
che segnò la scomparsa dei dinosauri) sono qui documentate
in tutta la loro maestosa potenza.
Reperti fossili testimoniano che le grotte costituirono
un primo e sicuro rifugio per l'uomo nel Paleolitico
superiore (all'incirca 40.000 anni fa).
Esse sono il vanto del Parco del Cilento e Vallo
di Diano; rappresentano l'immagine viva di uno spettacolo
sublime che non può essere descritto e la cui bellezza
può essere verificata solo visitandole. |
Grotte di
PERTOSA Nel
verde della catena degli Alburni, a circa settanta
km da Salerno, in un suggestivo anfiteatro naturale
sono situate le Grotte dell'Angelo o di
Pertosa. Studi recenti ne fanno risalire
l'origine a circa trentacinque milioni di anni or
sono. Numerosi reperti dimostrano che le Grotte
furono abitate fin dall'età della pietra; Greci
e Romani adibirono l'antro a sede di culto ed infine
i Cristiani le consacrarono a San Michele
Arcangelo. Le
Grotte dell'Angelo sono facilmente raggiungibili
attraverso l'autostrada A3 Salenno - Reggio Calabria
con uscita a Petina oppure a Polla a soli 6 Km dalle
rispettive uscite.
A circa duecento metri dall'antro delle Grotte vi
è un ampio parcheggio per auto e bus, e senza rompere
l'armonia della natura, nei dintorni sono sorti
efficienti luoghi di ristoro, dove si possono gustare
le squisitezze e le genuinità della cucina locale.
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Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di
Diano, secondo parco in Italia per dimensioni,
si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino
campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni,
del Cervati e del Gelbison, nonché i contrafforti
costieri del M. Bulgheria e del M. Stella.
Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute
alla notevole eterogeneità del territorio, si affiancano
il carattere mitico e misterioso di una terra ricca
di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia,
alle spiaggie dove Palinuro lasciò Enea, dai resti
delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida
Certosa di Padula.
E quanto altro potrete trovare in una terra ancora
tutta da scoprire.
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